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Approvazione Atto Aziendale

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07/07/2010 Approvazione Atto Aziendale
Autore: Ufficio Comunicazione Interna

 

L'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona nasce sulle spalle di due grandi realtà, che negli anni passati hanno costituito punti di eccellenza sul piano clinico e formativo.

Infatti l'Azienda Ospedaliera di Verona ha una storia di grande prestigio, che nel '900 l'ha posta ad un livello di eccellenza nel panorama della sanità italiana; vi hanno servito figure di notevole spicco professionale, in un ambiente tecnologicamente avanzato, di modernità culturale, molto vicino alla sensibilità diffusa della città.

La Facoltà di Medicina dell'Università -pur essendo giovane- si è collocata rapidamente tra le migliori a livello nazionale, sfruttando inizialmente in senso positivo i legami con la Facoltà patavina, ma ben presto raggiungendo in maniera autonoma l'eccellenza per alcuni aspetti delle scienze mediche, su un humus complessivo di indubbio rilievo anche internazionale.

La nuova Azienda nasce quindi con la forte responsabilità di arricchire il patrimonio di cultura, di scienza e di esperienza apportato dalle due istituzioni fondatrici; il presente atto si pone come cornice per lo sviluppo futuro, nella coscienza delle difficoltà, ma anche delle opportunità che nascono dall'integrazione.

L'Azienda Integrata offre alla città di Verona, alla provincia, alla Regione Veneto un servizio adeguato al progresso civile delle popolazioni di riferimento, perché l'area collegata alla difesa della salute rappresenta un momento centrale nella vita collettiva, con grandi ricadute sul benessere fisico e psicologico delle persone, ma anche sulle dinamiche sociali (organizzative, economiche, ecc.).

L'Azienda Integrata ha il compito strategico di realizzare modelli di lavoro partendo dalla realtà umana della sofferenza e del disagio, che apparentemente poco si collegano ad una prospettiva "aziendale"; questa è la grande scommessa: garantire la risposta al bisogno nell'ambito di precisi modelli di funzionamento, di finanziamenti definiti, di modalità operative il più possibile standardizzate. Per raggiungere questo obiettivo l'Azienda dispone di strumenti di governo adeguati, che nel tempo andranno progressivamente adattati e integrati, ma che rappresentano oggi un fondamento di grande importanza.

Vi sono però anche aspetti di incertezza, che -pur non rappresentando punti di crisi- non possono essere trascurati da una programmazione realistica. L'aspetto centrale è la complessità dei fenomeni, che richiedono approcci integrati e non semplicistici: si pensi alle difficoltà dei sistemi di welfare in tutti i paesi europei, che si accompagnano ad un progressivo aumento della richiesta di protezione indotta dalle dinamiche demografiche ed epidemiologiche. Sul versante più interno al mondo della medicina non si può non sottolineare la crisi indotta dal continuo sviluppo delle tecnologie ad alto costo, non sempre accompagnato da un altrettanto significativo sviluppo della capacità di costruire modelli operativi sul piano clinico che rispondono alle modificazioni qualitative e quantitative del bisogno.

In questa prospettiva l'Azienda Integrata si trova a definire una propria strada che tenga conto dello scenario sopra delineato, ma allo stesso tempo identificando con determinazione percorsi autonomi che le permettano di sviluppare le proprie responsabilità nell'ambito dell'assistenza, della formazione e della ricerca. Anzi, si potrebbe affermare che le difficoltà del tempo presente stimolano in modo del tutto originale a trovare sinergie reciproche tra le tre funzioni, in modo da offrire al sistema della sanità nel suo complesso modelli non banali di lavoro, sempre adeguati alle circostanze.

L'Azienda integrata dovrà sperimentare sul piano dell'operatività concreta la sostanziale unità delle tre funzioni di formazione, ricerca e assistenza. Infatti dal punto di vista della modellistica è chiara l'interconnessione dei tre aspetti; una formazione moderna può essere condotta solo in una logica di progresso e di approfondimento dei diversi contenuti, come è ottenibile attraverso una ricerca seria e in stretto collegamento con l'assistenza. Peraltro la formazione a tutti i livelli deve essere collegata con la possibilità di apprendere sul campo, in una prospettiva critica di continuo miglioramento. D'altra parte, l'assistenza deve essere sempre collegata con l'innovazione, condizione strettamente dipendente da una cultura volta alla ricerca e guidata da processi di formazione continua, a tutti i livelli. Infine la ricerca, pur disponendo di precisi spazi di autonomia, si sviluppa meglio in un ambiente dove le problematiche sono vissute da operatori formati in modo moderno e con una forte capacità critica, che esprimono professionalità di alto livello nelle varie mansioni. Se gli aspetti sopra delineati sono chiari sul piano della modellistica nelle loro reciproche interazioni, la loro concreta attuazione sarà al centro dell'impegno nei prossimi anni della nuova Azienda integrata.

Rispetto a queste tematiche l'Azienda Integrata è un luogo privilegiato; allo stesso tempo, però, deve diventare una palestra sia sul piano metodologico che dei contenuti, perché tutta l'organizzazione sanitaria (quella veronese, ma non solo) possa goderne delle ricadute. In particolare la medicina territoriale, che rappresenta oltre il 50% degli investimenti in ambito sanitario, dovrà in prospettiva sviluppare forti legami con l'Azienda Integrata perché anch'essa sede di formazione, ricerca e assistenza; l'integrazione tra mondo universitario e quello ospedaliero dovrà aprirsi all'integrazione territoriale con le ULSS.

Partendo da quanto sopra indicato, è possibile suggerire idealmente alcune parole chiave per comprendere il significato del documento che segue, ma soprattutto per governare l'adozione concreta delle indicazioni in esso contenute.

La prima parola chiave è "innovazione"; l'Azienda si pone in premessa l'obbligo di essere permeata nel profondo dal dovere di essere sempre nuova, cogliendo con intelligenza e prontezza gli spunti che vengono dal mondo della scienza in ambito biologico, clinico, dell'ICT, organizzativo. L'apertura all'innovazione -oltre a quella rivolta verso le grandi scoperte- comporta attenzione continua anche a quanto cresce all'interno dell'Azienda da parte degli operatori di ogni livello, in grado identificare gli anelli del sistema che primariamente si giovano di cambiamenti. Il macro e il micro sono i due canali attraverso i quali passa un'innovazione profondamente inverata nei comportamenti.

Una seconda parola chiave è "cultura", cioè l'atteggiamento per cui ogni atto deve ispirarsi alla ricerca di logiche razionali, fondate su dimostrazioni scientifiche e sulla capacità di mediare tra queste e il dato di esperienza. La cultura aiuta a compiere le scelte migliori sul piano tecnico e su quello dell'adeguatezza rispetto ad un bisogno in continuo cambiamento.

La terza irrinunciabile parola chiave è "giustizia", cioè la capacità di rispondere alle richieste di protezione delle persone più deboli, aiutandole a trovare il proprio spazio nella comunità. Infatti la malattia è la più grave determinante del crearsi di differenze tra gli uomini e la medicina lo strumento privilegiato per ricreare una condizione di uguaglianza.

Un'ulteriore parola chiave è "clinica", termine che esprime l'insieme degli atti tecnici e relazionali che caratterizzano la cura delle persone ammalate. L'Azienda sente la responsabilità di atti che siano sempre adeguati rispetto alla sofferenza dei cittadini, soprattutto quando maggiori sono le difficoltà e quindi maggiore l'impegno da parte della struttura aziendale nel suo complesso e degli operatori di ogni livello. Riconosce quindi che di fronte alla sofferenza di un cittadino non vi sono impedimenti organizzativi o economici che si possono frapporre; la clinica è l'atto più nobile di solidarietà umana.

I componenti l'Organo di Indirizzo della A.O.U.I.
On. Massimo Ferro
Prof. Marco Trabucchi
Prof. Michele Tansella
Dott. Francesco Pietrobon
Prof. Claudio Cordiano